Domande frequanti sulla mastoplastica additiva

Ecco alcune delle domande più frequenti che in oltre 40 anni di carriera come chirurgo plastico mi sono state rivolte riguardo alla al intervento di mastoplastica additiva

Le domande variano dal durata delle protesi, al danneggiamneto, alle cicatrici, ai rischi in generale che porta con se la mastoplastica, fino anche all’originare un cancro.

 

La maggior parte delle donne non operate lamenta una certa asimmetria. Se dopo l’intervento tale asimmetria dovesse risultare più evidente è possibile eseguire un intervento di ritocco per correggerla.
Non si può affermare con certezza, la durata può essere molto variabile: in certi casi potrebbero durare per tutta la vita. Le protesi che si usano al giorno d’oggi sono di qualità molto elevata e molto più resistenti rispetto ai modelli di cui si disponeva anni fa. Nonostante il fatto che le protesi siano ora più resistenti rispetto al passato è necessario segnalare che in esse esiste un piccolo rischio di rottura precoce (entro i primi 10 anni) e che la possibilità di rottura aumenta logicamente con il passare del tempo. La durata di una protesi varia da donna a donna ed è necessario sapere che anche se molto improbabile esiste il rischio di una rottura anche se non si può determinare quando e a chi ciò avverrà. Per fortuna si hanno però mezzi visivi come l’ecografia e la risonanza magnetica mammaria che riescono a diagnosticare la rottura dell’impianto in fasi molto precoci, ciò permette di risolvere il problema con la sostituzione dell’impianto. La squadra medica del Dr Catania consiglia di utilizzare periodicamente questi mezzi per valutare l’integrità delle protesi. Si consiglia quindi di eseguire un’ecografia almeno ogni due anni per i primi dieci anni di vita dell’impianto, una risonanza magnetica attorno al decimo anno di vita della protesi e a partire da allora effettuare ogni anno un’ecografia e ripetere le risonanze ogni 5-10 anni.
Normalmente sì. La paziente che si sottopone all’intervento di mastoplastica additiva potrà allattare in futuro salvo che in casi particolari in cui per caratteristiche specifiche della mammella non sia possibile l’allattamento.
Può succedere solo in caso di incidente molto grave in cui dovesse rompersi parte della capsula. Se essa dovesse trovarsi attaccata alla protesi, potrebbe verificarsi un’ernia del suo contenuto. È un’ipotesi alquanto improbabile.
No, a meno che la grandezza dell’impianto non sia adeguato alla paziente. Alcune donne richiedono protesi esagerate o realizzate su misura che possono provocare l’abbassamento del seno. È necessario seguire i consigli del chirurgo al momento della scelta delle protesi.
Si possono utilizzare bikini di dimensioni ridotte, purchè le cicatrici restino completamente nascoste. Dalla terza settimana sarà possibile prendere il sole anche in topless proteggendo però le cicatrici dai raggi solari. Dopo un anno sarà possibile prendere il sole anche sulle cicatrici.
Sì. Le mammografie sono affidabili comunque e non è necessario aumentare la loro frequenza. In alcuni casi, è possibile che le mammografie richiedano una proiezione in più per osservare meglio i punti che potrebbero nascondere le protesi.
Assolutamente no. È stato dimostrato che non esiste alcun tipo di rapporto tra il cancro e le protesi mammarie.
No, a meno che la grandezza dell’impianto non sia adeguato alla paziente. Alcune donne richiedono protesi esagerate o realizzate su misura che possono provocare l’abbassamento del seno. È necessario seguire i consigli del chirurgo al momento della scelta delle protesi.
No, a meno che la grandezza dell’impianto non sia adeguato alla paziente. Alcune donne richiedono protesi esagerate o realizzate su misura che possono provocare l’abbassamento del seno. È necessario seguire i consigli del chirurgo al momento della scelta delle protesi.
No, a meno che la grandezza dell’impianto non sia adeguato alla paziente. Alcune donne richiedono protesi esagerate o realizzate su misura che possono provocare l’abbassamento del seno. È necessario seguire i consigli del chirurgo al momento della scelta delle protesi.